Ho accompagnato il cliente nella ricerca della sua casa ideale, fino al colpo di fulmine: un appartamento degli anni ’80.
La pianta originale rispondeva già perfettamente ai suoi desideri, permettendoci di ridurre al minimo le opere murarie. Gli interventi più importanti hanno visto la trasformazione di un bagno sovradimensionato per ricavare un comodo ripostiglio e l’apertura della cucina – la vera passione del proprietario – verso il soggiorno, vero cuore pulsante della casa.
La sfida più grande? La forma geometrica e disorganica della facciata, che si rifletteva all’interno della zona giorno.
L’irregolarità è stata convertita nel punto di forza del progetto, traducendo il segno grafico della quinta finestrata sul nuovo pavimento. L’apparato strutturale trave-pilastro, riportato a vista nella sua matericità grezza, funge da accento architettonico ed entra in sinergia con le pareti e i rivestimenti circostanti.
Il marmo rimosso è stato recuperato per completare elementi di arredo e per realizzare il nuovo piano d’appoggio per uno dei due bagni in muratura.
La casa degli anni ’80 con pochi interventi ha visto recuperate le sue forme, i materiali originali, come il parquet e il marmo, andandosi a coniugare perfettamente con i nuovi inserti: le marmette in gress, le diamantine, l’acciaio della cucina ed il cemento strutturale a vista. Quinte colorate alle pareti, con toni opachi e neutri hanno fissato l’eleganza senza tempo del luogo.












